Decreto Ristori, testo ufficiale approvato: le novità, dal fondo perduto alla Cig.

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Prima di fare il punto sulle principali novità, mettiamo di seguito a disposizione il testo in pdf del decreto Ristori, il decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020

Il testo definitivo del decreto legge Ristori conferma una serie di misure già introdotte negli scorsi mesi. La più attesa è sicuramente il contributo a fondo perduto che sarà gestito nuovamente dall’Agenzia delle Entrate.

L’importo del bonus riconosciuto ai titolari di partita IVA arriverà fino ad un massimo di 150.000 euro, e sarà calcolato in base a quattro coefficienti, dal 100% al 400% rispetto alla somma già riconosciuta dall’articolo 25 del decreto Rilancio.

Al fondo perduto confermato dal decreto del decreto Ristori si affianca il bonus INPS da 800 a 1.000 euro per i lavoratori dello sport, del turismo e dello spettacolo. Per i lavoratori dipendenti viene inoltre confermata la proroga della cassa integrazione per ulteriori 6 settimane, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021, con pagamento di un contributo addizionale differenziato in base alla riduzione di fatturato registrata dall’impresa.

Il testo del DL ristoro stanzia una dote pari a 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.

La necessità di un nuovo decreto con nuovi aiuti per le partite IVA in difficoltà deriva dalle nuove restrizioni imposte dal DPCM approvato lo scorso 25 ottobre. Le manifestazioni di piazza e le proteste da parte di lavoratori ed imprese preoccupano il Governo, che spera di placare gli animi con il varo del decreto Ristoro.

Decreto Ristori, contributi a fondo perduto per le partite IVA fino a 150.000 euro

Sono 300-350 mila le partite IVA destinatarie dei nuovi contributi a fondo perduto parte del pacchetto di novità del decreto Ristoro.

I beneficiari dell’indennizzo saranno individuati dall’Agenzia delle Entrate in base al codice Ateco dell’attività esercitata. Resta il requisito del calo di fatturato, mentre viene confermata l’eliminazione del limite di 5 milioni del volume d’affari e dei corrispettivi registrati nel 2019.

Il pagamento sarà automatico e direttamente sul conto corrente, entro il 15 novembre 2020 per le partite IVA già beneficiarie del bonus a fondo perduto del decreto Rilancio. Dovranno invece presentare domanda i nuovi beneficiari e, per questi, il pagamento dovrebbe arrivare entro il mese di dicembre.

Per il calcolo dell’importo riconosciuto, si partirà dal contributo a fondo perduto riconosciuto dal decreto Rilancio, con quattro diverse fasce e coefficienti. L’importo del fondo perduto sarà determinato in base al codice ATECO dell’attività esercitata.

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